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Tutti i Comuni devono essere uniti per dire NO alla presenza dei privati nella nostra acqua

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L’ACEA O I PRIVATI IN TALETE MIRANO AI GUADAGNI
Il nostro liquido blu deve restare pubblico e quindi il carrozzone della Talete deve continuare a gestirlo e, come abbiamo scritto più volte, se non ce la dovesse fare a causa degli alti costi dei dearsenificatori getti la spugna e allora i Comuni diano vita a un vero e proprio Consorzio nominando un clan di esperti,  però non provenienti da partiti politici. Attenzione, l’Acea o società facsimili debbono avare un profitto alla fine dell’anno e così automaticamente lievitano i costi delle quietanze e quindi l’acqua costerebbe molto di più di quella attualmente gestita dalla Talete e anche da quei Comuni dissidenti che non hanno mai voluto aderire a questo carrozzone. Le sortite di qualcuno favorevole all’Acea in Talete sono un campanello d’allarme e quindi bisogna assolutamente farli ragionare per fargli fare una bella marcia indietro. L’acqua deve rimanere pubblica e ribadiamo un concetto molto valido: creare tra i vari Comuni un vero Consorzio. Altre vie non ci sono. Se poi la Talete ha l’acqua… alla gola, il suo passo è di andare in direzione del Tribunale e consegnare i libri contabili. Male che vada ogni Comune si gestirà la propria acqua oppure troverà il gemellaggio con altri. Su questo aspetto dell’acqua la Regione cosa sta facendo? Tanto per restare nel campo, se n’è lavata le mani? Piuttosto l’arsenico e i fluoruri sono spariti del tutto dai rubinetti dei tanti Comuni della Tuscia?

Ultima modifica: 06 Mar 2017 12:47

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