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Dal Dottor Carlo Neri riceviamo e pubblichiamo

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A  PASSEGGIO SULLE  "ALTE TERRE " DI  SCOZIA
 
CIRCA   TRENTA ANNI FA  MI LASCIAI CONVINCERE DA UN GRUPPO DI AMICI AD AGGREGARMI  A LORO PER ANDARE A CACCIA IN SCOZIA. IL NOSTRO OBBIETTIVO ERA LA GRAUSE ED IL GALLO CEDRONE, TUTTAVIA CACCIAMMO
ANCHE LE OCHE,I PALOMBACCI E LA STANZIALE.
LE CACCIATE ALLA STANZIALE, ANCHE SE CONDOTTE IN "BATTUTA", SISTEMA CHE NON AVEVO MAI PRATICATO, NON FURONO PARTICOLARMENTE ECCITANTI
.CATTURAMMO MOLTE STARNE , FAGIANI E LEPRI, TUTTAVIA LA MIA DELUSIONE FU GRANDE QUANDO, VISITANDO LE SCUDERIE E I   SOTTERRANEI DEL CASTELLO,TROVAI MOLTE GABBIE  PER STARNE CON SOPRA STAMPIGLIATO " STARNE - VARESE - ITALY ".  ERA  PROBABILE  CHE  AVEVANO VIAGGIATO CON NOI SULLO  STESSO AEREO !
AVEVO SOSPETTATO QUESTO SOTTERFUGIO QUANDO GIÀ' AL PRIMO GIORNO, IN NOVE CACCIATORI, AVEVAMO ABBATTUTO PIÙ' DI CENTO STARNE!
FACENDO I CONTI DEI CACCIATORI E DELLE VARIE SQUADRE CHE RUOTAVANO ATTORNO A QUELLA RISERVA ERA FACILMENTE INTUIBILE CHE LA STANZIALE DOVEVA PER FORZA ESSERE IMMESSA, GIORNO PER GIORNO.
QUESTO  AVVENIVA  MOLTI  ANNI  FA , FIGURIAMOCI  ADESSO!
 
UNA MATTINA, MENTRE MI TROVAVO APPOSTATO PER LA CACCIA IN BATTUTA, VENNE SPINTA VERSO DI ME UNA GROSSA LEPRE, CHE IN VERITÀ' PROCEDEVA CON UN'ANDATURA UN POCO STRANA  INFATTI , NONOSTANTE AVESSE DA
PRESSO I BATTITORI , SI FERMAVA CONTINUAMENTE IN ASCOLTO.
AD UN CERTO PUNTO , QUANDO MI GIUNSE A TIRO,     SPARAI  AL PRIMO COLPO LA POVERA BESTIA COMINCIO' A GIRARE IN TONDO ED IO SCARICAI IL "QUINTONE" SENZA RIUSCIRE A COLPIRLA , IL CACCIATORE CHE MI STAVA A DESTRA, OTTIMO TIRATORE E CAMPIONE DI PIATTELLO, SPARO' RAPIDAMENTE TUTTI I SUOI CINQUE COLPI  ANCHE  LUI  SENZA PRENDERLA .
LA LEPRE  SALTAVA  A DESTRA  E  A  SINISTRA , ZIGZAGANDO  POI ,SCATTO' IN AVANTI   MA ,  NELLE SUA FOLLE CORSA, ANDO' A SBATTERE CONTRO UNA RETE  DA PECORE E RICADDE INDIETRO .
NEL FRATTEMPO IO AVEVO RICARICATO E SPARAI DI NUOVO TUTTI I COLPI SULLA POVERA BESTIOLA  CHE SALTAVA, CORREVA, URTAVA CONTRO LA RETE E  RIMBALZAVA IN DIETRO : ANCHE L'AMICO AL  MIO FIANCO AVEVA NEL
FRATTEMPO RICARICATO E FINALMENTE RIUSCÌ' A COLPIRLA CON IL QUINTO COLPO. QUANDO LA RACCOGLIEMMO CI ACCORGEMMO CHE LA BESTIA AVEVA
LA MIXOMATOSI . AVEVA TUTTA LA FACCIA DEFORMATA E GLI  OCCHI CHIUSI DA ESCRESCENZE DEL VOLTO , ERA PRATICAMENTE CIECA.
PER QUELLO CHE RIGUARDA GLI ALTRI TIPI DI CACCIA,TOLTO FORSE IL PALOMBACCIO, DEL QUALE IN GIOVENTÙ' ERO STATO ANCHE ABILE "PESCATORE", MI TROVAI A FARE DELLE NUOVE, AFFASCINANTI ED INCREDIBILI ESPERIENZE.
PER PRIMA COSA FUI COLPITO DALL'ATMOSFERA CHE SI RESPIRA NEI CASTELLI SCOZZESI.
IL PRIMO ANNO, IN NOVEMBRE ALLOGGIAMMO IN UN GRIGIO, TETRO E ANTICO  MANIERO,APPOLLAIATO SOPRA UNA RUPE  .  AD  ESSO  SI ACCEDEVA  MEDIANTE UNA STRADA  RIPIDA E  TORTUOSA  ,  DOPO AVER OLTREPASSATO UN PONTE LEVATOIO, DI LEGNO ANTICO ED APPARENTEMENTE POCO SICURO.
ALL'INTERNO  VI  ERANO MOLTE STANZE CON LE PARETI RIVESTITE DI LEGNO ED ARREDATE CON MOBILI  ANTICHI  E  DI  PREGEVOLE FATTURA E VECCHIE POLTRONE  CON LA PELLE CONSUNTA DAL TEMPO.
SCALE, SCALETTE, CORRIDOI  BUI ED ANGUSTI  IMMETTEVANO NELLE NOSTRE CAMERE , INVERO BEN ARREDATE, CONFORTEVOLI E RISCALDATE DA
 
 
CAMINI, COSTANTEMENTE ACCESI, CHE CONFERIVANO LORO VERAMENTE UNA ATMOSFERA DI TEMPI ANTICHI E FATATI.
AL PIANO TERRENO CERA UN AMPIO SALONE ,CON UN LUNGHISSIMO TAVOLO , CHE DAVA POSTO A PIÙ' DI TRENTA PERSONE .
A CAPO TAVOLA , SULLA PARETE ERA APPESO UN GRANDE QUADRO AD OLIO , CHE RITRAEVA UNA DONNA TRISTE    E DELICATA, IN ABITO DA SERA.
MI DISSERO   CHE  ERA  LA CASTELLANA   CHE SI ERA SUICIDATA GETTANDOSI DAL BALCONE IN FONDO LA SALA.
QUANDO MI AFFACCIAI  DA QUEL BALCONE VIDI UNO SCENARIO
IMPRESSIONANTE, FORSE RESO PIÙ' TRISTE DALLA GIORNATA GRIGIA E PIOVOSA E  DAL  RACCONTO  CHE  MI  AVEVANO  FATTO. DAL TERRAZZO    SI VEDEVA , DA UNA ALTEZZA DI ALMENO CINQUANTA METRI, UN FIUME COLOR VERDE PIOMBO, CHE SCORREVA  IN FONDO AL BURRONE SPUMEGGIANDO E  PERDENDOSI LONTANO   IN UNA ALTRA PROFONDA  GOLA ROCCIOSA; E  SUL  FIUME  UNO STORMO D'ANATRE  VOLAVA NEL SENSO DELLA CORRENTE.
ED   IO , COME  ALLORA , LE  GUARDO   MENTRE AD  ALI  SPIEGATE , SOTTO  DI  ME ,VELEGGIANO  SILENZIOSE  E  LEGGERE
DURANTE UNA CACCIATA ALLA STANZIALE, SEMPRE IN QUELL'ANNO , MENTRE MI ERO FERMATO PER  FOTOGRAFARE UN  GRUPPO DI CAVALLI, IMPROVVISAMENTE VENNI LETTERALMENTE "CARICATO" DA UN CONTADINO CHE, ARMATO DI FORCONE E GRIDANDO COME UN FORSENNATO, MI VENNE
INCONTRO DI CORSA , CON INTENZIONI NON CERTO AMICHEVOLI.
NON CAPIVO PERCHE CE L'AVESSE TANTO CON ME,AD OGNI BUON CONTO, QUANDO MI ARRIVO' A POCHI METRI E CAPII CHE ERA DECISO AD INFORCARMI, SPIANAI IL FUCILE E DISSI UNA SOLA PAROLA. "ALT !"
"IES SIR" RISPOSE E SI BLOCCO', EVIDENTEMENTE IL GESTO E LA MIA GRINTA LO AVEVANO CONVINTO !
RESTAMMO FERMI A GUARDARCI NEGLI OCCHI IN ATTESA CHE  UNO DI NOI DUE FACESSE LA PRIMA MOSSA .
ERAVAMO FERMI , DA QUALCHE  MINUTO , IN  UN SILENZIO CARICO DI TENSIONE , QUANDO SOPRAGGIUNSE IL NOSTRO ACCOMPAGNATORE  CHE COMINCIO' A LITIGARE FURIOSAMENTE CON IL CONTADINO .
VENNI A SAPERE PIÙ' TARDI CHE L'ENERGUMENO ERA ARRABBIATO PERCHE' IL GIORNO PRIMA, DA ALCUNI CACCIATORI, ERA STATO LASCIATO APERTO
UN CANCELLO  ED I   SUOI CAVALLI ERANO FUGGITI . L'ACCOMPAGNATORE INOLTRE MI SPIEGO' CHE PER IL SEMPLICE FATTO CH'IO MI TROVASSI SULLA SUA PROPRIETÀ', IL CONTADINO AVREBBE VERAMENTE POTUTO INFORCARMI , IN QUANTO NE AVEVA  TUTTO IL DIRITTO.
IO NON GLI CREDETTI , FORSE AVEVA VOLUTO SPAVENTARMI MA AD OGNI BUON CONTO   !
IL SECONDO CASTELLO ERA CIRCA QUATTRO VOLTE PIÙ GRANDE E SONTUOSO  DEL  PRIMO , ERA DI STILE RINASCIMENTALE, CON UN GRANDISSIMO PARCO ED UN LUNGO VIALE, DELIMITATO DA ALBERI GIGANTESCHI , CHE CONDUCEVA AD UNA RIPIDA SCOGLIERA AFFACCIATA SUL MARE E QUI'   C'ERA  UN TEMPIETTO , CON CUPOLA ELLITTICA E SOTTILI COLONNE CORINZIE, POSTO SU UN BASAMENTO , ANCH' ESSO  ELLITTICO ,AL  QUALE SI ACCEDEVA PER MEZZO DI UNA SCALINATA CHE  LO CIRCONDAVA   . IL CASTELLO EVEVA UN AMPIO INGRESSO, CON DUE SONTUOSE SCALINATE CHE SI DIPARTIVANO , A DESTRA E A SINISTRA ,PER RAGGIUNGERE IL PIANO NOBILE  , CON SALONI E SALOTTI STUPENDAMENTE DECORATI .
NUMEROSI E GROSSI QUADRI, DI PREGEVOLE FATTURA ERANO DISPOSTI IN OGNI DOVE , MA SOPARATUTTO LUNGO GLI   SCALONI .
 
AL PIANO TERRENO C'ERA UNA GRANDE SALA DA BILIARDO, CON QUATTRO
TAVOLI VERDI, IN LEGNO INTARSIATO E SPARSE QUA' E LA' NUMEROSE
COMODE POLTRONE DI CUOIO COL CREMA,
LA BIBLIOTECA DEL CASTELLO ERA MOLTO GRANDE ED OCCUPAVA TUTTA
L'ALA EST ; IN QUEL SANTUARIO MI SAREI SOFFERMATO PER GIORNI PER
GODERE DI TUTTI QUEI LIBRI PREZIOSI, ANCHE SE SCRITTI IN UNA LINGUA A
ME SCONOSCIUTA!
L'ALA CONTROLATERALE ERA INTERAMENTE OCCUPATA DA UN "AUDITORIUM",
DOVE, SULLA PARETE   DI  FONDO ,TRONEGGIAVA UN GRANDE ORGANO  CON  LE  CANNE  CHE ARRIVAVANO  FINO AL SOFFITTO.
IN QUELL'AMBIENTE UNA SERA UN VALENTE PIANISTA , CHE FACEVA PARTE DI  UNA SQUADRA DI CACCIATORI NAPOLETANI, SI ESIBÌ' SUONANDO PER NOI
CON QUEL MAGNIFICO ORGANO , IN QUELLA MAGNIFICA ATMOSFERA, ALCUNI
MAGNIFICI   BRANI  DI  MUSICA  SACRA.
AL PIANO SUPERIORE, QUELLO DELLE CAMERE DA LETTO, LUNGO I VASTI
CORRIDOI  ERANO DISPOSTE DELLE BACHECHE CHE CONTENEVANO VASELLAME
PREZIOSO , POSATERIA ED ANTICHE SPADONI, PUGNALI E PISTOLE . A ME ,
SEMBRAVA DI VIVERE UN SOGNO,
MA SE GLI ALLOGGI ERANO BELLI , RICCHI  E SONTUOSI , ANCORA PIÙ' STUPEFACENTI E MERAVIGLIOSI ERANO I LUOGHI   DOVE ANDAVAMO A CACCIARE.
RICORDO LE DOLCI COLLINE DELLE ALTE TERRE, RIVESTITE DI ROSSICCIA
ERICA , DALLA QUALE  LE GRAUSE SCHIZZAVANO VELOCI AL CIELO PER
SCIVOLARE RAPIDAMENTE D'ALA E SOTTRARSI AL NOSTRO  TIRO.
RICORDO LE SONTUOSE , FITTE E MISTERIOSE   ABETAIE , SFUMATE   DI  TENUE
NEBBIA, DALLE QUALI USCIVANO  SILENZIOSE  LE FEMMINE DEL GALLO
CEDRONE MOSSE  DAI BATTITORI , PRECEDENDO IL MAESTOSO MASCHIO, CHE  VEDO ANCORA ZIZZAGARE TRA I TRONCHI,PER SFUGGIRE INDENNE ALLE  FUCILATE DEL MIO VICINO, CHE AVEVA SPARATO IN RITARDO, COLPITO DA TANTA BELLEZZA.
RIVEDO IL LAGO, SUL QUALE STA SCENDENDO LA NOTTE, SORVOLATO DA
UNA MOLTITUDINE DI OCHE CHE MI STANNO PASSANDO SOPRA LA TESTA ,A
POCHI METRI , ASSORDANDOMI CON IL LORO CLAGORE.
RIVEDO I BRANCHI DI CERVI STAGLIARSI  SULLE INNEVATE COLLINE CHE
GUARDANO IMMOTI E MAESTOSI NOI CHE PASSIAMO GIÙ' A VALLE.
ED  ORA , SCRIVENDO ,  MI TROVO ANCORA TRA MONTI E TRA LAGHI , TRA FIUMI E TORRENTI IMPETUOSI  E  , BAGNATO DI PIOGGIA , VEDENDO  QUEGLI  SCENARI , RIVIVO  CON  GRAN  COMMOZIONE  LE  VECCHIE  EMOZIONI .            \\\10      
 
 

Ultima modifica: 24 Nov 2022 a 18:28

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